Albo d'OroEdizione | Data Finale | Vincitore | 1° Edizione | 16-11-1996 | Riccardo Masini | 2° Edizione | 15-12-1998 | Gustavo Torregiani | 3° Edizione | 05-11-2000 | Pietro Palazzolo | 4° Edizione | 16-03-2002 | Franco Iazzolino | 5° Edizione | 14-12-2003 | Davide Di Santo | 6° Edizione | 29-11-2004 | Riccardo Belluta | 7° Edizione | 18-02-2006 | Mauro Fasoli |
Commento alle manifestazioni di Luigi Ceron 6° Edizione 2004"UNA FINALE D'ALTRI TEMPI"Belluta batte Carbone Per gli appassionati di biliardo della provincia di Pavia e limitrofe, anche il 2004 si conclude con l'ormai tradizionale torneo organizzato presso il Circolo Olona di Corteolona. Come era facile prevedere, visto il successo che negli anni ha saputo conquistarsi, anche questa sesta edizione del trofeo non è stata inferiore alle aspettative, sia per numero di partecipanti, che per l'elevatissima qualità di gioco espressa dagli stessi. D'altra parte non poteva essere che così, visto che alla manifestazione hanno partecipato alcune fra le migliore stecche del panorama biliardistico italiano. A riprova dell'elevato tenore della competizione, basti citare il fatto che, fra gli altri, sono stati esclusi dal girone finale, giocatori del calibro di Gustavo Torregiani, due volte Campione Mondiale e del giovane pavese Riccardo Masini, anch'Egli ai vertici della categoria dei Professionisti.
Se prevedere il successo della gara era scontato, in quanto la stessa negli anni si è confermata essere ormai diventata un appuntamento tradizionale, dove i più forti si ritrovano per misurarsi, occorre anche dire che gli organizzatori, Sergio Losi e Signora, gestori della sala Olona, sono sempre attenti ad inserire delle novità che possano attrarre l'interesse degli appassionati. La "chicca" quest'anno era rappresentata dalla disputa, in concomitanza con i gironi finali, di una mini-gara femminile, alla quale hanno aderito alcune delle migliore stecche "in gonnella" della penisola, che citiamo in stretto ordine alfabetico: Capitanio Elisa - Giannelli Cristina - Ianne Cinzia - Luzzi Paola - Marino Francesca - Mugavero Angela - Quadrelli Daniela - Romano Milena - Uggè Raffaella, tutte appartenenti alla massima categoria dei Master. Fra le partecipanti spiccava la giovanissima e graziosa Cinzia Ianne, vera e propria mattatrice degli ultimi anni, vincitrice, fra l'altro, di due Campionati Italiani consecutivi: 2002 e 2003 e seconda classificata nel 2004, il che è tutto dire. Come da pronostico la brava Cinzia ha sbaragliato il campo con relativa facilità, "soffrendo" unicamente nella partita d'esordio, risoltasi allo sprint, che la vedeva opposta alla milanese Marino, dopo di che, ricomposto il suo gioco, per le altre avversarie non vi è stato scampo.
Mentre le gentili donzelle incrociavano le stecche, sui restanti biliardi si affrontavano i 16 finalisti risultati vincitori di batteria al termine delle dieci serate di competizione, gli stessi erano suddivisi in due gironi da otto, con i seguenti abbinamenti (in grassetto il vincente):
1° girone Berruti - BellocchioCarbone - Girardi Momentè - Boccia Colombotti - Bombardi Riccardo - Sperti Cicuti - Ballotta Longo - Di Santo Amore - Quarta
2° girone
Cavallini - Marcolin Comotti - Colombo Schiavi - Titonel Campostrini - Belluta Berniga - Mannone Cammarata - Magrotti Di Palma - Fillia Dai - Vico
Nei sedicesimi spiccano le eliminazioni di: Mannone ad opera di un pragmatico Berniga, il quale "fa" il facile e sul difficile non si complica la vita; "Niky" Cammarata, più volte Campione Italiano in evidente serata negativa e quella di Davide Di Santo, vincitore del 5° Trofeo Olona 2003. Sulla carta la partita clou era quella che vedeva opposti Riccardo Belluta a Ennio Campostrini, all'atto pratico però la stessa non suscitava particolari patemi, in quanto un Belluta ispirato, perfetto nelle difese ed implacabile nelle realizzazioni piene, non lasciava scampo al pur valido contendente piemontese.Gli ottavi di finale vedono i seguenti abbinamenti (in grassetto il vincente): Batt. 1 Batt. 2 Bellocchio - Carbone Marcolin - ColomboBombardi - Momentè Titonel - BellutaRiccardo - Cicuti Berniga - MagrottiLongo - Quarta Vico - Fillia Negli ottavi di finale, appassiona il finale al cardiopalma dell'incontro Fillia v/s Vico, in cui l'asso argentino Alfredo Felix Fillia deve ricorrere a tutta la sua classe ed al suo inossidabile temperamento da vero "guerriero" del tavolo verde, per riuscire a far sua una partita che i più, sul punteggio di 118 a 104 per Vico, davano per persa.
Quarti di finale (in grassetto il vincente): Batt. 1 Batt. 2 Momentè - Carbone Belluta - ColomboRiccardo - Quarta Berniga - Fillia Tutti gli incontri dei quarti sono stati di buon livello, ma mentre i vari: Belluta, Carbone e Berniga, approdavano alle semifinali con relativa facilità, altamente drammatico si rivelava il finale fra Andrea Quarta e Riccardo Pasquale, quest'ultimo tesserato presso il Circolo Olona ed unico porta colori locale approdato alle fasi finali della gara. Quarta e Riccardo sono oggi, probabilmente, i due giocatori in Italia, che nessun vorrebbe mai arbitrare, in quanto buttano a terra una tale massa di birilli, ogni volta che colpiscono, da costringere il povero malcapitato arbitro ad un vero e proprio... super lavoro. Anche in questa circostanza i due "bomber" non si smentiscono, ogni volta che vedono palla si possono segnare i punti sulla... fiducia, state pur certi che il castello si sfascia. Colpo su colpo, pieno su pieno, si arriva sino ad un entusiasmante e vibrante finale, fino ai 70 punti i due si equivalgono, poi, dopo una impreciso 5 sponde con richiamo della battente di Quarta, Riccardo, sostenuto anche dal tifo dei presenti, ingrana il "turbo" producendosi in una serie di esecuzioni sia frontali che di calcio, tutte centrate al cuore del castello, portandosi quindi in netto vantaggio. L'antagonista è in evidente "sofferenza" e non riesce a frenare il gioco dell'avversario, impietoso nella precisione e calibratissimo nella misura, ma si sa che un colpitore eccezionale come Quarta, in possesso di un talento naturale da vero fuoriclasse, non può mai darsi per spacciato, la sua abilità nel marcare tanti punti, gli può sempre consentire di recuperare qualsiasi svantaggio di punteggio ed infatti, alla prima sbavatura di Riccardo, piazza un paio di pieni e si riporta sotto. Ma anche il giocatore dell'Olona ci sa fare e non molla, risponde con altrettanta bravura e la partita sembra essere ancora saldamente nelle sue mani, a quel punto lo score recita: 115 Riccardo 105 Quarta, questa la sequenza finale: tre sponde di calcio di Quarta, 4 punti (109), stessa soluzione per Riccardo 2 punti (117), mormorio di delusione del pubblico, il tiro poteva benissimo pagare di più, altro calcio di Quarta senza punti ma con difesa, anche Riccardo sulla replica di calcio non marca e sembra aver difeso... "sembra"... perché Andrea "vede" un pizzico di palla, ai più quella quantità non basterebbe, ma per chi ha il talento del giovane Quarta... "forse" quel pizzico può bastare. Conscio e sicuro dei suoi mezzi, Quarta ci prova a buttare giù tutto il... "cucuzzaro" e magari anche il pallino da quattro: traversino veloce, di potenza, un birillo vola fuori dal tavolo, poi cadono i tre della fila centrale, il quinto... "trema", ma... "non" cade, totale 10 punti (119)!. Va alla battuta Riccardo, il silenzio è totale, tutti i presenti avvertono la drammaticità del momento, la posizione delle bilie sembra suggerire che la soluzione più ovvia sia un tiro di filotto di prima o seconda passata, ma Riccardo, inspiegabilmente agli occhi dei presenti, opta per un tiro finalizzato alla realizzazione (per altro non irragionevole) del pallino da tre che si trova nei pressi dell'angolo, ma... lo manca completamente. Forse l'errore di Riccardo non fu tanto la scelta del tiro, che poteva avere una sua logica, quanto nella precipitazione con la quale ha preparato l'esecuzione prescelta, sta di fatto che non realizza nulla e lascia a Quarta una facile chiusura e con essa l'accesso alla semifinale.
Semifinali (in grassetto il vincente): Batt. 1 Batt. 2 Quarta - Carbone Belluta - Berniga Entrambe le semifinali sono abbastanza a senso unico, Belluta sempre preciso e calibrato non offre scampo a Berniga e nell'altra, Quarta, forse in debito di energie psicofisiche, avendone spese moltissime nell'incontro precedente, è l'ombra di se stesso, realizza poco e male e quindi è facile preda di Carbone, il quale, invece dal canto suo è ben concentrato e determinato. Finale Carbone - Belluta Siamo quindi al gran finale che, come detto in premessa, è stato di "vecchio stile", roba d'altri tempi, nel senso che tutta la partita è stata giocata in punta di stecca, con difesa calibratissime e misurate, entrambi i contendenti hanno cercato il gioco più di contenimento che di attacco puro e semplice, niente "pum-pum-pum", ma tanto "pim-pim-pim" ed alla fine Riccardo Belluta, tre volte Campione Italiano, un Campionato Europeo ed un vice-Mondiale all'attivo, che sul piano del gioco "giocato" probabilmente non ha rivali in Italia, è risultato con pieno merito il vincitore di questo 6° Trofeo Olona 2004, riconfermando, visto che l'anno scorso si piazzò al secondo posto, che nell'accogliente ambiente del Circolo Olona di Corteolona si trova a suo agio e quindi riesce a dare il meglio della sua immensa classe. A coronamento della manifestazione, prima del rinfresco offerto dai gestori della sala, il Sig. Dino Cantalupi, Presidente Comitato Prov.le FIBIS di Pavia, il quale ha validamente coadiuvato il gestore Losi nella direzione della finale, ha proceduto alla premiazione dei finalisti ed ha rivolto un doveroso ringraziamento all'impegno di quanti si sono adoperati per la perfetta riuscita del Torneo, in primis ed in particolare gli arbitri, anche quest'anno capitanati ed istruiti dall'arbitro federale Sig. Angelo Barbieri, dando poi appuntamento a tutti gli appassionati per il prossimo 7° Trofeo... 2005.
L'organizzazione ringrazia tutti Copyright © 2004 C.S.B. CIRCOLO BILIARDI OLONA '96 - Autore : Luigi Ceron ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ 5°Edizione 2003 STECCHE "MONDIALI" A CORTEOLONA Di Santo piega Belluta.E’ stato biliardo-spettacolo.Un po’ come sul ring al Circolo E.N.D.A.S. di Corteolona domenica 14, alle ore 21.Da una parte Riccardo Belluta; dall’altra, Davide Di Santo, entrambi di Milano.E in mezzo a loro – gli ultimi due contendenti fra i migliori specialisti convenuti da mezza Italia – il tavolo della finale per assegnare il 5° Trofeo C.S.B. Olona 96, gara Regionale ‘OPEN’, specialità 5 birilli, aperta a tutte le categorie, partecipanti 256, eliminazione diretta con singola partita ai 120 punti, di cui Di Santo s’è impadronito. Il loro match chiudeva una giornata di biliardo-spettacolo annunciato, come quello che si vede in televisione, ma assai più emotivo e coinvolgente, in virtù del contatto diretto.Data la caratura dei partecipanti, questa quinta edizione del Trofeo Olona, che ormai si avvia a diventare una "classica" nel panorama biliardistico italiano, è stata sicuramente quella di maggior successo, tanto che non sembra esagerato definirla un vero e proprio "mundialito", vista la presenza, non solo dei più forti giocatori italiani, ma anche dei rappresentanti più significativi di Argentina e Uruguay.Se non fossero mancati, perché impegnati in manifestazioni concomitanti, Gustavo Zito e Crocefisso Maggio, allora si sarebbe trattato, a tutti gli effetti, di una vera e propria rivincita dell’ultimo Campionato Mondiale, disputato a Legnano nel mese di luglio 2003.Comunque, a conferma dell’altissimo livello della gara, basta citare il palmarés di alcuni fra i finalisti più titolati:Gustavo Henrique Torregiani (2 volte Campione Mondiale e fresco vincitore, per la seconda volta consecutiva, del Gran Prix di Saint Vincent)David Martinelli (2 volte Campione Mondiale-1 Campionato Europeo)Giampiero Rosanna (2 volte Campione Mondiale)Salvatore Mannone (Campione Mondiale Pro 1993)Riccardo Belluta (Campione Europeo e Italiano)Marco Sala (Vice-Campione Mondiale)Andrea Quarta (Campione Italiano in carica)Alfredo Fillia (4 volte Campione Argentino)Eliomar Berrutti (Campione Uruguay)e questo solo per citare i più blasonati.Ma veniamo a un po’ di cronaca, durante le batterie eliminatorie si riscontava la prematura uscita di scena di giocatori del calibro di Della Torre, Cammarata, Berniga, Colombo e, purtroppo, anche del pavese Silvano Cicuti, già Campione Italiano 1991, il quale, prima dava dimostrazione del suo valore eliminando dal torneo il fortissimo e più volte Campione Italiano "Nicky" Cammarata, per poi arrendersi nella finale di batteria al gioco estremamente calibrato e accorto del fuoriclasse argentino Alfredo Felix Fillia.Comunque, al di là dell’incidente di percorso di Cicuti, tenendo conto dell’altissimo livello del torneo, complessivamente i giocatori della provincia ben figuravano riuscendo a piazzare cinque contendenti nel girone finale a 32, e cioè: Cavallini, Navoni, Montagna, Luca Nascimbene e Luca Greco, questi ultimi entrambi portacolori del C.S.B. Olona ’96.Archiviati gli antefatti, arriviamo al clou della manifestazione, le finali di domenica 14.I 32 finalisti vengono divisi in due batterie da sedici, questi gli abbinamenti: Batt. 1 Batt. 2 Cioffi - Borroni Mannone - Dal SoglioDe Feudis - Sperti Belluta - VocciaBombardi - Arduini Ferrario - MarcolinBoccia - Di Santo Montagna - RiccardoNavoni - Berrutti Nascimbene - FortiCavallini - Fillia Greco - TorregianiSala - Martinelli Tognetaz - RosannaCarso - Pessina Quarta - Valenti Ce n’è abbastanza per diventare strabici cercando di seguire più di un incontro contemporaneamente.Naturalmente, appena visti gli abbinamenti, i tantissimi appassionati presenti anche dalle provincie limitrofe, accorsi in massa ad assistere a questo spettacolare evento, si sono immediatamente divisi in gruppetti di supporter a favore dell’uno o dell’altro dei contendenti ed ha avuto inizio la tombola dei pronostici. .A dire il vero, al di là della simpatia personale, vista la caratura dei contendenti, sembra abbastanza arduo indicare un favorito.Certo per coloro che conoscono bene questi campioni e le loro peculiarità, a prima vista quattro nomi su tutti sembrerebbero avere le maggiori possibilità di arrivare in fondo.Infatti abbiamo Martinelli che, del lotto, è probabilmente il giocatore dotato di maggior talento naturale, nessuna soluzione di gioco è fuori dalla sua portata, attacca e difende, c’è poi Torregiani, l’uomo dei grandi appuntamenti, un "vincente" di carattere, sempre concentrato e refrattario ad ogni emotività, oltre che spietato realizzatore di birilli, c’è Mannone, giocatore dotato di tecnica sopraffina, uno stile di gioco pulito, elegante e redditizio, senza fronzoli e senza azzardi e, infine Belluta, il grande stratega, nel suo gioco niente è lasciato al caso, la ricerca della realizzazione è sempre subordinata alla difesa ed alla "messa" più dura, l’avversario non può mai rilassarsi, è sempre sotto pressione.Ma si possono trascurare i vari: Rosanna, Sala, Bombardi, Borroni, Di Santo ?Talento e conoscenza non fanno certo difetto ad alcuno di loro, inoltre, non sono certo nuovi ai grandi appuntamenti.E i vari: Cioffi, De Feudis, Ferrario, Carso, Pessina, Dal Soglio, Forti, Arduini, Sperti, Valenti, Voccia ? .Tutta gente che pur non avendo titoli altisonanti nel loro curriculum, sono da anni sempre presenti nelle finali che contano.E i "bombardieri" come Quarta, Riccardo, Boccia, Tognataz, Marcolin, giovani rampanti che ad ogni steccata realizzano il massimo dei punti disponibili su ogni tiro diretto e che hanno in questa loro abilità un’arma micidiale con la quale sono in grado di frantumare qualunque avversario ?Senza dimenticare i "gauchios" d’oltre oceano: Fillia e Berrutti, i quali se da un lato, per motivi anagrafici, non possono certo affrontare i giovani sul campo della pura realizzazione, dall’altro, forti dell’esperienza accumulata, se riescono ad intrappolarli nel loro gioco fatto di misura, ponderazione e prudenza, possono certamente farli soffrire parecchio.E i pavesi ? Greco, Montagna, Cavallini, Navoni, non avranno il palmarès dei grandi, ma giocano in casa, sono più motivati, hanno conoscenza ed esperienza, nella giornata giusta possono battere chiunque.E Nascimbene, attualmente è l’unico giocatore pavese inserito nella categoria dei Nazionali, è dotato di mezzi naturali eccezionali, ha il tocco di palla dei "grandi", forse gli difetta ancora la grinta feroce del garista, ma se imbrocca il momento favorevole, non parte battuto contro nessuno.Staremo a vedere, a questo punto la parola passa al tavolo verde ed alle sue magie, solo a Lui spetta l’ultimo responso, al di là del tifo.Quasi tutti "big" superano abbastanza facilmente il primo turno, solo Torregiani, stranamente impreciso nelle fasi iniziali dell’incontro, soffre sino all’ultimo tiro nell’incontro che lo vede opposto a Luca Greco del C.S.B. Olona ’96, il quale, non avendo nulla da perdere contro il Campionissimo, gioca concentrato e determinato riuscendo meritatamente ad accumulare un vantaggio di oltre trenta punti (74 – 42).Ma Torregiani non è uomo da arrendersi senza combattere, ricompone il suo gioco e con realizzazioni piene e difese estreme, piano, piano accorcia le distanze.Il finale è da cardiopalmo, Greco non molla, il pubblico è tutto con lui, ma neanche Torregiani cede.Il punteggio segna : Greco 113 - Torregiani 116 e tocca all'argentino battere.Può chiudere, ma Greco, con una perfetta difesa a "smezzare", gli ha lasciato una posizione di billie estremamente ostica; le alternative sono minime, o chiude oppure difficilmente si salva e può anche perdere sul colpo.M è qui che Torregiani, dimostrando ancora una volta la sua grande classe e freddezza, sfodera il colpo del campione : una bricolla (corta-lunga) di tutto effetto che abbatte il birillo rosso e, con lui, le residue speranze di Greco. Come si dice: "Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare" e Torregiani un "duro" sul biliardo lo è sicuramente, comunque applausi anche per il suo avversario che ha saputo contrastarlo alla pari sino alla fine.Gli ottavi di finale vedono i seguenti abinamenti: Batt. 1 Batt. 2 Cioffi - De Feudis Mannone - BellutaBombardi - Di Santo Marcolin - MontagnaBerrutti - Cavallini Nascinbene - TorregianiMartinelli _ Pessina Rosanna - Quarta A questo punto dove guardi, guardi, non fa differenza, su ognuno dei quattro biliardi lo spettacolo è al top.La casualità degli abbinamenti propone, purtroppo prematuramente, l’incontro fra due "big": Mannone – Belluta.La partita, come d’altra parte era prevedibile, è stupenda (forse la migliore di tutto il torneo), finalmente due che... "giocano a biliardo" e non a... "birilli".Nessuno dei due sbaglia niente, ne una scelta, ne una esecuzione, ogni tiro è una perfetta dimostrazione di abilità esecutiva e oculata strategia di gioco, per cui il punteggio rimane costantemente sul filo della parità.La tensione che si avverte nell’aria contagia e coinvolge i presenti, i quali, almeno in parte, condividono così le stesse emozioni dei giocatori.Siamo alla stretta finale, il punteggio segna: Mannone 117 Belluta 114.Salvatore gioca una "garuffa", non centra il castello però difende bene, lasciando a Riccardo una delicata bricolla (corta-lunga) di leggera parabola.Un antefatto: in precedenza su di una posizione analoga Belluta aveva già giocato un tiro molto simile, ma, in quella circostanza, per eccesso di misura, la palla avversaria, pur se colpita "al cuore" non era arrivata al castello per pochi millimetri.Il che aveva prodotto una sospiro di sollievo fra i supporter di Mannone ed un, altrettanto palese, sospiro di sconforto fra quelli di Belluta.Si sa, anche fra gli appassionati di biliardo esiste il "tifo", anche se, e ci sia consentito dirlo, di matrice ben più civile e sportiva di quanto non avvenga in altri sport ben più osannati del nostro, ma, almeno da questo punto di vista, assai più diseducativi.Comunque, tornando ai fatti, come dicevamo, Belluta si trova a fronteggiare lo stesso tiro.Alza leggermente la stecca, arrota la palla con un movimento secco del polso, ma con forza di impulso moderata; la battente parte lentamente, tocca la sponda corta e poi la lunga; la traiettoria si vede chiaramente che è quella giusta, ma... la forza ?La battente colpisce l’avversaria in pieno e questa parte a sua volta, ma... arriverà ?Dal pubblico si alza un mormorio, tutti hanno capito che la linea è quella giusta, però l’impressione generale, o almeno di quasi tutti (solo i fedelissimi del grande Riccardo si dicono sicuri circa l’esito finale,la loro fiducia nella sua classe è incrollabile), è che il tiro sia, anche questa volta "corto".Ma la palla, pur se lentamente, si muove ancora e ...ancora e infine... arriva.Ed è da birillo rosso... altroché ! ... Ma...La palla accarezza il "Re" del castello, il quale oscilla, ma... non cade, abbatte invece il birillo bianco successivo e lì si ferma; 2 punti: 114 + 2 = 116 ! Non è ancora finita.Questa volta il pubblico non si limita a sospirare, è un vero e proprio... "grido di dolore".Ad ogni modo adesso tocca a Mannone, il quale, non dimentichiamolo, è a quota 117, però si trova con la propria palla ingabbiata nel castello vedi Fig. 1.Egli studia a lungo la posizione, realizzare i birilli in quella situazione è una speranza con ... ben poca speranza..., comunque il pallino si trova nello stesso quadrato dell’avversaria e gli basterebbe quello per vincere.Potrebbe giocare di tre a mò di cinque, ma per farlo sarebbe costretto a tirare avendo una posizione scomoda del corpo ed Egli, essendo giocatore che conosce ogni sfumatura tecnica del gioco, sa perfettamente che giocando scomodi si sbaglia quasi sempre, per cui opta per una tiro "al volo" di sponda lunga.Tocca palla, ma non raggiunge il pallino, però il tiro è giocato con forza "intelligente", per cui riesce comunque a parificare le bilie, con la propria a "colla", a questo punto le bilie sono posizionate come indicato in Fig. 2.Belluta va al tavolo e osserva la posizione delle bilie, gli spettatori... anche.Dato che tutti i presenti sono anch’essi giocatori, ognuno vuol dire la sua, o, almeno, ... mormorarla.Traversino di prima ?Di seconda ?Pallino da 4 di "pelo" di palla ?Ma se Belluta è "al tavolo per tirare" e tutti gli altri sono invece "attorno al tavolo" a...."guardare", un motivo ci sarà ?Lui sceglie il tiro di rimpallo pieno, pallino con la battente, quattro punti e... partita !Onore al merito del vincitore, peccato solo che il biliardo, come quasi tutti gli altri sport del resto, non faccia... feriti, perché mai come in questa circostanza un "pareggio" sarebbe stato il risultato più equo.Ma questa è la dura legge della gara, Belluta passa ai quarti.A Mannone resta solo "l’onore delle armi".Comunque per chi ha avuto la fortuna di esserci è stata un’esperienza indimenticabile; finalmente si è rivisto il vero gioco del Biliardo (maiuscola non casuale); finalmente c’è stata data l’occasione di vedere due giocatori che non interpretano la partita come una "corsa" a chi arriva primo al traguardo, ma che giocano secondo la strategia più corretta, cioè quella di ..."impedire" che l’avversario arrivi al traguardo.Gente siamo di fronte a due splendidi fuoriclasse che non giocano a "birilli", ma a... "Biliardo".Davanti a tanta maestria, il pubblico non si limita ad applaudire… chiede il bis !Grazie ! I Quarti di finale : De Feudis - Di Santo Belluta - MarcolinBerrutti - Martinelli Torregiani - Quarta Drammatico il finale di partita di Martinelli e Belluta, il primo si complica la vita con un passaggio a vuoto quando conduceva agevolmente l’incontro con una trentina di punti di vantaggio, viceversa il secondo parte male e quindi deve impostare tutto l’incontro sulla difesa soffrendo sino alla fine per battere il valido antagonista.Le Semifinali : Di Santo - Martinelli Belluta - TorregianiStranamente entrambe le semifinali risultano poco combattute, sia Torregiani che Martinelli, accusano un calo di tensione che li porta ad essere imprecisi e fuori misura, non c’è storia.E finalmente alle 20,30, dai 256 iniziali, si arriva ai magnifici due della finalissima:Riccardo Belluta contro Davide Di Santo.In fondo il pronostico, azzardato inizialmente, in pratica è stato rispettato, Belluta è in finale e, comunque, tre su quattro sono arrivati in fondo.Tra l'altro Di Santo, uno che in carriera ha vinto il Gran Prix di Saint Vincent, non può certo essere considerato un "outsider".La Finale : Belluta – Di SantoSulla carta l’incontro si presenta interessante, in quanto si contrappongono due giocatori che affrontano il gioco secondo due tematiche diametralmente opposte.Da un lato abbiamo Di Santo, ottimo colpitore, micidiale nelle realizzazioni frontali.Un giocatore aggressivo, un "attaccante"; il suo gioco si impernia essenzialmente sul postulato concettuale secondo il quale: "vince chi arriva per primo al traguardo dei 120 punti".Ovviamente non è che si disinteressi totalmente della difesa, non sarebbe lì se fosse così sprovveduto, però in ogni caso il suo obiettivo primario, tiro dopo tiro, è quello di realizzare comunque più punti dell’avversario.La partita in effetti è una corsa, Lui parte sparato e se l’altro non sa replicargli con pari abilità......."ti saluto".Sul versante opposto c’è Belluta.Probabilmente il giocatore con il maggiore tasso di conoscenza, sia tecnica che strategica, di tutti (presenti ed assenti).Lui non imposta il gioco nell’ottica di arrivare "prima" dell’altro, il suo intento prioritario è invece quello di "impedire" all’altro di arrivare al traguardo.Con queste premesse tutti si apprestano a seguire l’incontro col massimo interesse, è sempre intrigante ed istruttivo vedere quale delle due scuole di pensiero avrà la meglio.Purtroppo però, nei fatti, la partita non è andata come sperato, in effetti tutto il match è stato dominato da Di Santo, il quale, sfoderando una precisione letale, ha bombardato il castello da ogni posizione, frastornando il povero Belluta.Il quale ha si provato a reagire cercando di imbrigliare, da par suo, lo strapotere dell’avversario, ha cercato le difese più dure e le stevole, solo che... non è riuscito a realizzarle.Le scelte di tiro erano ben concepite per cercare di frenare l’azione dirompente dell’altro, ma non riusciva a realizzare perfettamente quanto mentalmente si prefiggeva di fare.La sua azione appariva scarica di energie, poco incisiva, quasi rassegnata.E, stando così le cose, non poteva fare altro che soccombere.In effetti, le due partite precedenti che ha sostenuto, sia contro Marcolin che con Torregiani sono state entrambe battaglie durissime, in cui ha dovuto dare fondo ad ogni suo risorsa e forse è proprio in queste circostanze che si evidenzia l’unico vero tallone di Achille di Riccardo, cioè il suo modo di interpretare il gioco per quanto eccezionale e vincente, gli comporta un tale dispendio di energie psico-fisiche, per cui, col succedersi serrato delle partite, spesso rischia di arrivare in fondo eccessivamente provato sia fisicamente che mentalmente, e a questo punto anche il più perfetto dei meccanismi finisce per incepparsi.Tutto ciò comunque, sia ben chiaro, è detto senza nulla togliere a Davide Di Santo, il quale da parte sua ha svolto il suo gioco in modo splendido ed ha vinto con pieno merito.Anzi, in pratica non c’è stata partita, il meno titolato è apparso fin dai primi colpi il più concentrato e motivato e, come sempre nello sport, è il più "affamato" che di solito…vince, per cui meritatissimo il successo finale conquistato da Davide Di Santo, portacolori del C.S.B. Match di Milano.Prima di procedere con il rituale delle premiazioni, il direttore di gara Sergio Losi, rivolgeva un sentito ringraziamento a tutti coloro i quali hanno contribuito alla riuscita del torneo, gli sponsor It@com S.r.l., General Steel Equ., Padana Iveco Truck Center, B.M.R. s.n.c, Pael Impianti s.n.c, Essevierre S.r.l. e tanti altri, ma principalmente, all’encomiabile impegno degli arbitri, tutti volontari tesserati del C.S.B., i quali, coordinati e supportati dall’esperienza del veterano arbitro nazionale, Angelo Barbieri di Belgioioso, hanno dato un prezioso ed insostituibile contributo alla perfetta riuscita dell’intera manifestazione, facendo si che, anche se in campo non sono certo mancati tensione e agonismo, tutti gli incontri si svolgessero all’insegna della massima correttezza e sportività.A margine della premiazione dei finalisti, il Presidente del Comitato Prov.le FIBIS, Dino Cantalupi, ringraziando i dirigenti del C.S.B. Olona per la perfetta organizzazione, auspicava l’augurio che altri eventi di simile levatura avessero a ripetersi sempre più spesso nel futuro, al fine di riportare la provincia di Pavia a quei livelli di eccellenza che ha sempre ricoperto in campo nazionale nell’ambito del biliardo sportivo.La manifestazione si è quindi chiusa con lo spumeggiante arrivederci offerto dai gentilissimi proprietari della sala-biliardi Piera Della Valle e Sergio Losi.A quel punto agli appassionati pavesi di biliardo, non rimaneva che un unico rammarico... quello di dover aspettare un anno intero prima di poter assistere al... 6° Trofeo.Copyright © 2003 C.S.B. CIRCOLO BILIARDI OLONA '96 - Autore : Luigi Ceron
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