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... A Punti Fissi
Scritto da Administrator   
venerd́ 08 dicembre 2006

 

Biliardo "sistematico" a punti fissi

... a cura di Luca Greco e Luigi Ceron, impaginazione di Max Soresini

 

Indice

Bricolla "di battuta"

 

"Accosto in angolo"

 

"Candela" con effetto

 

"Candela" con effetto "3"

 

Striscio di battuta - le "linee guida"

 

Traversino "punti fissi"

 

"Linee guida" - "al volo di corta - veloce"

 

... ci stiamo lavorando ...

 

 

 

Bricolla "di battuta"

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Il sistema si basa sul fatto che tirando da punti fissi della sponda lunga, in proiezione di un determinato diamante della sponda corta di fronte ("diamante fisso"), la palla battente, dopo aver urtato due sponde (corta e lunga), arriva in prossimità di punti fissi della sponda corta opposta.

Per cui, avendo dei percorsi fissi, risulta possibile inquadrare la palla avversaria.

N.B. La Partenza e la Mira sono in "proiezione", mentre gli Arrivi in seconda e terza sponda sono sulla gomma;

altra particolare da considerare è che, mentre le partenze 15 – 18 -21 producono arrivi in sponda corta corrispondenti agli stessi valori; partendo dal valore 12 l’arrivo è a 5

Si deve inoltre tenere presente che, per avere le rispondenze indicate, la forza da imprimere nel tiro deve essere quella necessaria a "parificare in basso" e non di più.

 

 

Procedura per l’applicazione pratica del sistema.

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Inizialmente, impostando la stecca sul centro della palla battente in direzione del diamante fisso, si determina il valore di partenza della stessa (nell’es. linea tratteggiata dalla battente B = 18).

Si procede quindi a determinare quale delle traiettorie fisse, fra la seconda e la terza sponda (vedi schema precedente), passa tangente il lato esterno della palla avversaria (nell’es. A = 15 – linea tratteggiata tangente la palla avversaria). E’ evidente che quando Partenza e Arrivo coincidono non si deve fare altro che tirare verso il "diamante fisso". 

Quando invece, come nel caso in esempio, battente e avversaria, non coincidono, allora si deve compensare secondo la seguente formula:

"per ogni 3 punti di divergenza fra Partenza e Arrivo, si sposta di 1 punto la mira rispetto al diamante fisso"

Se ad essere maggiore è la cifra della Battente lo spostamento avviene verso l’angolo, se, viceversa, è l’Avversaria ad essere superiore, lo spostamento avviene verso il centro della sponda corta.

Nell’esempio avendo Partenza 18 e Arrivo 15 (3 punti di differenza = 1 punto di compensazione), il punto di mira si sposta dal diamante fisso di 1 punto verso l’angolo (B maggiore di A) – linea continua dalla battente.

 

"Accosto in angolo"

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Gabriele Malaspina, del C.S.B. Olona "96", è una vera miniera in fatto di sistemi, l’unico problema è che ti espone i suoi concetti alla... "Mentana"... una mitraglia, quanto tu sei ancora a pag. 5, Lui sta già spiegandoti la... 18. E’ comunque bravissimo ed estremamente disponibile, per non parlare poi del piacere di guardarlo giocare, ha un "colpo di stecca" che affascina per limpidezza e qualità.

Si tratta di "punti fissi" memorizzando i quali si può risolvere una difficile situazione di gioco, quale quella che vede le due bilie in angoli diagonalmente opposti.

Facendo coincidere la cifra di partenza con quella di mira si accosta l’avversaria in angolo.

Si deve ricordare infine che, con partenza 5 l’arrivo è sul diamante della lunga e che con partenza 8, per arrivare in angolo, si passa molto, ma... "molto"... vicino al birillo esterno della goriziana.

 

 

"Candela" con effetto

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Collocando la battente in modo che, mirando al diamante di quarto della sponda corta superiore, il suo punto di partenza coincida con la "base" indicata, se si applicano correttamente le varie gradazioni di effetto: 2 – 3 – 4, la palla battente arriverà nei punti fissi indicati.

Questo metodo, al di là dell’aspetto pratico che può avere, dato che offre dei punti fissi di arrivo della battente, è anche utile come esercizio per imparare a gestire le varie gradazioni degli effetti in relazione al soggettivo modo di "steccare la palla".

(NdR) Nel caso in esame, si è usata una numerazione degli effetti (2-3-4 sull’equatore), la quale non è quella universalmente adottata. Infatti normalmente i tagli vengono definiti: 1-2-3 in pancia e 4 sotto e, inoltre, raffigurandoli graficamente come girelli sulla palla, gli stessi si sovrappongono. Pur sapendo che la procedura normale è quella corretta, in questa circostanza particolare si è preferito definirli nel modo indicato semplicemente per renderli più chiaramente definiti a livello di grafica. Nella realtà, è chiaro che i tagli in pancia sono tre e che gli stessi si accavallano, d’altra parte non potrebbe essere altrimenti, visto che un girello misura 12mm. e che il raggio della palla è di 30,5mm, se non si accavallassero il taglio "3" cadrebbe fuori dalla bilia (3 x 12 = 36).

 

"Candela" con effetto "3"

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Variante del precedente.

Nella circostanza indicata la palla battente parte dal diamante centrale della sponda corta, mantenendo come punto di mira il diamante di "quarto" della corta superiore e applicando, in questo caso, l’effetto "3" si arriva verso il centro castello.

(NdR) Un consiglio.

Il "calcio di candela d’effetto" è da tutti considerato, a buon diritto, uno dei tiri a più alto coefficiente di difficoltà.

Pertanto, pur potendo contare sull’aiuto offerto dalla metodologia sopra descritta, rimane il fatto che si tratta di un tiro estremamente difficile, quindi, prima di lanciarsi nella sua esecuzione è sempre saggio e opportuno valutare bene se vi sono soluzioni alternative più abbordabili.

 

Striscio di battuta - le "linee guida"

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Partendo con la battente dalla penitenza di pallino e giocando senza effetto verso (proiezione) dei diamanti di riferimento (0 – 10 – 20) la palla arriva in punti prefissati.

La conoscenza delle "linee guida" e dei corrispondenti punti di arrivo, è indispensabile ogni qual volta si debba giocare senza effetto.

Si deve anche sottolineare che, in un certo senso, le linee guida e/o i punti fissi "stabilizzano" la risposta ai calcoli, in quanto, non prevedendo l’uso dell’effetto, sono immuni dalle alterazioni dovute alla soggettività del giocare nell’imprimere l’effetto.

Purtroppo, non tutte le situazioni di gioco si possono risolvere ricorrendo ai punti fissi, molto spesso l’effetto è un... "male" necessario.

 

Traversino "punti fissi"

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Memorizzando i "punti fissi" verso cui mirare, in relazione alla partenza della palla battente, si ha la possibilità di raggiungere il centro del castello (birillo "rosso"), senza dover ricavare ulteriori dati.

Sia il punto di partenza che quello di mira sono presi sul legno della sponda, quindi in proiezione.

Quando la palla battente non è collocata esattamente su di un punto di partenza fisso, il giocatore determina quello più vicino e poi si sposta in parallelo, fino ad intersecare il centro della propria bilia.

Qualora, invece, sia la palla avversaria a non essere posizionata esattamente sulla direttrice del birillo rosso, ci si deve comportare nel modo seguente:

una volta individuata la traiettoria fissa del "rosso" in base alla partenza, sia essa fra quelle codificate oppure ricavata per parallelismo, si sposta di 2 o 3 punti la mira, in più o in meno secondo la necessità, con l’avvertenza, nel fare tale spostamento, di mantenere fulcrata la stecca sul punto di partenza fisso.

 

"Linee guida" - "al volo di corta - veloce"

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Partenza "in proiezione"

Mira "in proiezione"

Arrivo "frontale"

La forza da imprimere è quella necessaria a far risalire la bilia avversaria, nel quartiere superiore del tavolo dopo averla colpita, per cui si tratta di un’esecuzione piuttosto "veloce".

 

Ultimo aggiornamento ( venerd́ 08 dicembre 2006 )
 
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